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Giuseppe Sigismondo
Apoteosi della musica del Regno di Napoli
a cura di Claudio Bacciagaluppi, Giulia Giovani e Raffaele Mellace
con un saggio introduttivo di Rosa Cafiero; trad. inglese di Beatrice Scaldini

(Saggi, 2)

LXXIV, 336 pp.; 21 x 15 cm

L’Apoteosi della musica di Giuseppe Sigismondo (1739-1826) è un’opera imprescindibile per coloro i quali intraprendono lo studio del repertorio musicale napoletano del Settecento e del patrimonio librario della Biblioteca del Conservatorio ‘San Pietro a Majella’ di Napoli. Modello per le storiografie del Marchese di Villarosa (Lettera biografica intorno alla patria ed alla vita di Gio. Battista Pergolese, 1831; Memorie dei compositori di musica del Regno di Napoli, 1840), di Francesco Florimo (Cenno storico sulla Scuola musicale di Napoli, 1869-70; La scuola musicale di Napoli e i suoi conservatori, 18812-83) e di Salvatore di Giacomo (Il Conservatorio di Sant’Onofrio a Capuana e quello di S.M. della Pietà dei Turchini, 1924; Il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo e quello di Loreto, 1928), l’Apoteosi – originariamente pensata per essere pubblicata – è frequentemente citata negli studi sui musicisti di scuola napoletana, ma raramente consultata nella sua interezza. I quattro tomi manoscritti dell’Apoteosi della musica sono oggi conservati alla Staatsbibliothek di Berlino, lì giunti dopo essere passati per le collezioni di Franz Sales Kandler (1792-1831), di Aloys Fuchs (1799-1853) e di Georg Poelchau (1773-1836). Il primo tomo consiste in 198 pagine contenenti l’autobiografia musicale dell’autore, note sulla musica sacra e sui teatri d’opera, considerazioni sulla parziale decadenza della musica a Napoli nell’Ottocento; il secondo tomo consiste in 304 pagine sulla fondazione della prima biblioteca musicale pubblica presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini e sulla storia dei quattro conservatori di musica e sui loro maestri; il terzo tomo consiste in 308 pagine e comprende gli elogi di Orazio Vecchi, Tomaso Carapella, Egidio Duni, Leonardo Vinci, Giovan Battista Pergolesi, Nicolò Porpora e Domenico Cimarosa; il quarto tomo è di 284 pagine, con gli elogi di Francesco Mancini, Pasquale Cafaro, Antonio Sacchini, Leonardo Leo, Francesco Durante, Tommaso Traetta, Nicola Sala, Nicolò Piccinni e appunti sulla scuola napoletana. L’edizione moderna dell’Apoteosi della musica consentirà agli studiosi di poter comodamente accedere a notizie di fondamentale importanza sui compositori di scuola napoletana, sulla didattica del canto, sui luoghi della musica a Napoli, sul nucleo fondante della Biblioteca del Conservatorio ‘San Pietro a Majella’.


Claudio Bacciagaluppi si è laureato in musicologia a Zurigo e ha conseguito il dottorato a Fribourg (Svizzera) con Luca Zoppelli. È collaboratore dell’ufficio svizzero del RISM; coordinatore del progetto Creating the Neapolitan Canon. Music and music theory between Paris and Naples in the early nineteenth century (Hochschule der Künste, Bern). I suoi interessi di ricerca riguardano la musica sacra nella Svizzera del Sei- e Settecento e nella Napoli del Settecento. Articoli recenti sono apparsi in «Eighteenth Century Music» 12 (2015) e in «Studi pergolesiani» 9 (2015). È autore di due libri: Rom, Prag, Dresden: Pergolesi und die Neapolitanische Messe in Europa (Kassel, Bärenreiter, 2010) e Artistic Disobedience. Music and Confession in Switzerland, 1648–1762 (Farnham, Ashgate, in preparazione). Ha curato la Messa in re maggiore di Pergolesi per l’Edizione Nazionale (Milano, Ricordi, 2015).

Rosa Cafiero è ricercatrice confermata in Musicologia e Storia della musica (L-Art/07; 1993-), affidataria degli insegnamenti di Storia della musica e di Fondamenti della comunicazione musicale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha studiato pianoforte (Diploma 1989) e composizione al Conservatorio "San Pietro a Majella" di Napoli. Si è laureata in lettere classiche presso l'Università degli studi "Federico II" di Napoli (dicembre 1986), Dal 1988 al 1993 ha insegnato Storia della musica nei conservatori di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Bari, Salerno e Potenza. Dal 1997 al 2004 ha insegnato per affidamento Storia delle teorie musicali presso l'Università di Roma "Tor Vergata". Ha collaborato come Co-Advisor alle serie Monuments of Partimenti e Monuments of Solfeggi della Northwestern University (dirette da Robert Gjerdingen). Le sue pubblicazioni sono relative alla cultura musicale fra Settecento e Ottocento, con particolare attenzione alla storia delle teorie musicali, alla musica coreutica, all'editoria musicale e al collezionismo musicale (http://docenti.unicatt.it/ita/rosa_cafiero/).

Giulia Giovani ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia, scienza e tecnica della musica presso l’Università di Roma Tor Vergata conducendo una ricerca sulla diffusione a stampa della cantata da camera (1620-1738). È professore a contratto in Storia della musica moderna e contemporanea e Fondamenti del linguaggio musicale all’Università di Siena (A.A. 2015/2016); ricercatore nel progetto Creating the Neapolitan Canon. Music and music theory between Paris and Naples in the early nineteenth century (Hochschule der Künste, Bern); coordinatrice nel progetto internazionale Clori. archivio della cantata italiana. Dal 2012 al 2014 è stata borsista della Fondazione Giorgio Cini di Venezia (Istituto Italiano Antonio Vivaldi) e dell’Istituto Storico Germanico di Roma. Nel 2013 ha preso parte al progetto di ricerca Printed Sacred Music in Europe. Ha pubblicato edizioni critiche di cantate e saggi sulla musica vocale da camera, sull’editoria musicale nel Seicento e sulla storia della biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.

Raffaele Mellace si è laureato in Lettere a Milano, addottorato in Musicologia e Beni musicali e diplomato in oboe a Bologna. È professore associato di Musicologia e Storia della musica nell’Università di Genova, dove coordina il Corso di laurea magistrale in Letterature moderne e spettacolo. Studioso del teatro musicale e della musica da chiesa del Settecento, ha dedicato a questi temi numerosi saggi in volumi e riviste di riferimento, voci del Dizionario biografico degli italiani e del Dizionario dell’opera (a c. di P. Gelli, Baldini & Castoldi, 1996) e tre libri: Johann Adolf Hasse (L’Epos, 2004, ed. tedesca rivista Ortus-Verlag, 2015), L’autunno del Metastasio (Olschki, 2007) e Johann Sebastian Bach. Le cantate, prefazione di Chr. Wolff (L’Epos 2012; “C.M. Martini International Award” 2013). Ha curato P. Weiss, L’opera italiana nel ’700 (Astrolabio, 2013) e, con C. Fertonani e C. Toscani, La musica sacra nella Milano del Settecento (LED, 2014).

Beatrice Scaldini si è formata alla Scuola di Musica di Fiesole, diplomandosi in violino con il massimo dei voti e lode nel 2006. Si perfeziona alla Royal Academy of Music di Londra con Lydia Mordkovich e Mateja Marinkovic. Infine, l'incontro con il maestro Walter Reiter le permette di avvicinarsi all’affascinante mondo dell'interpretazione su strumenti d’epoca. Attualmente si dedica all’interpretazione storica del repertorio che spazia dal primo barocco fino al tardo romanticismo. Collabora con ensembles specializzati in tutta Europa, e principalmente con English Baroque Soloists / Orchestre Révolutionnaire et Romantique (J. E. Gardiner), Europa Galante (F. Biondi) e Concerto Italiano (R. Alessandrini), per il quale ha inoltre rivestito il ruolo di primo violino. Con il trio Ensemble Caravaggio ha vinto la «Fenton House Chamber Music Competition» di Londra ed è stata invitata al Händel Festpiel Göttingen, al Handel House Museum e in varie collezioni di tastiere storiche del Regno Unito. Lavora inoltre come language coach di italiano e latino per il Monteverdi Choir di J. E. Gardiner.

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